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Monday, September 20, 2021

Cambiano le motivazioni che tengono uniti i nuclei familiari in Italia, si va verso un ”familismo utilitaristico”, raddoppiano in 30 anni le famiglie composte da single e tutti gli eventi che caratterizzano la vita delle famiglie (matrimoni, nascite, partenza dei figli, crescono anche separazioni e divorzi specialmente nella fascia di eta’ 34-54 anni.

L’emigrazione di ritorno dei “figlioli prodighi”, l’impossibilita’ materiale, per diversi giovani, di abbandonare la famiglia di origine, la difficolta’ di alcuni a recidere il legame matrimoniale per via dei costi economici e sociali del divorzio o della separazione, stanno originando – rileva il Prof. Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes presentando dati elaborati dall’Osservatorio sulla famiglia condotto dall’Eurispes – un familismo di tipo utilitaristico, ossia un modello relazionale-familiare basato soprattutto sui benefici economici e sociali della coabitazione.
Indebolita dagli effetti della crisi economica (esplosione del precariato, processi inflazionistici, declino produttivo) nonche’ dai processi di disgregazione cominciati con l’introduzione del divorzio e con l’ingresso della donna nel mondo del lavoro – prosegue Fara – la famiglia resiste come soggetto economico e relazionale in grado di fornire ai suoi membri un riparo dall’inospitalita’ del mondo.

La tipologia familiare piu’ diffusa (al censimento 2001) che emerge dall’elaborazione Eurispes, e’ rappresentata dalle famiglie con un nucleo, ben il 71,2% del totale delle famiglie residenti pari a 15.532.005 unita’. Le famiglie senza nucleo, invece, ammontano a 5.981.882 (27,4%) e sono quasi tutte costituite da singoli, infine quelle con due o piu’ nuclei sono 296.789 (1,4%). I nuclei familiari, cioe’ coppie o nuclei monoparentali, rappresentano il 13% delle famiglie e ammontano a 2.100.999 unita’. L’82,7% dei nuclei con un solo genitore e’ costituito da donne con figlio-i. Questa caratteristica si mantiene costante nel tempo, sia perche’ tra le donne e’ piu’ elevata l’incidenza della vedovanza, sia perche’ nella quasi totalita’ delle separazioni e dei divorzi i figli vengono affidati alle madri.

Le coppie con figli (pari al 66,1% del totale delle coppie) rappresentano, invece, la tipologia quantitativamente piu’ rilevante, anche se in diminuzione. Le coppie senza figli (pari al 33,9% del totale delle coppie) sono in crescita e rappresentano il 29,5% delle famiglie nucleari.
Un trend in aumento e’ quello delle coppie conviventi, passate dall’1,8% del biennio 1994/1995 al 3,6% del totale delle coppie, pari a 510.251 unita’, nel 2001. In questa tipologia familiare il 54% delle coppie e’ senza figli.

Le “libere unioni” sono aumentate ulteriormente, nel biennio 2002-2003, raggiungendo quota 564mila. In particolare, il 46,7% di queste coppie e’ costituito da almeno un componente reduce da un’esperienza coniugale conclusasi con una separazione o con un divorzio.
I single erano nel 1971 appena 2.061.978, pari al 12,9% del totale delle famiglie, vent’anni dopo il loro numero era salito a 4.099.970, con un incremento percentuale del 98,8%. La crescita e’ ulteriormente proseguita, tanto che al censimento del 2001, le famiglie cosiddette unipersonali ammontano a 5.427.621, pari a ben un quarto del numero complessivo delle famiglie italiane. Nel 97,6% dei casi si tratta di soggetti che non sono in coabitazione con altri.
Sul piano territoriale la condizione di single e’ particolarmente diffusa, oggi come in passato, nelle regioni del Centro-Nord.

La condizione di persona sola riguarda in differente misura uomini e donne. Tra gli uomini, soprattutto quelli di eta’ inferiore ai 45 anni, i singoli sono piu’ numerosi (il 40,2% contro il 14,7% di donne singole sul totale delle donne); ma anche nella fascia di eta’ intermedia, 45-64 anni, i singoli maschi rappresentano il 28,2% contro il 17% delle singole femmine. Le donne singole anziane sono il 68,3% del totale delle singole. Cio’ e’ dovuto in gran parte al fatto che le donne sono piu’ longeve degli uomini. Non a caso la maggioranza delle singole e’ costituita da vedove. In totale, comunque, gli anziani costituiscono piu’ del 50% di tutti i singoli.

Fonte: ASCA