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Monday, September 20, 2021

Roma – Per le visite specialistiche gli italiani preferiscono, o sono costretti, a rivolgersi a strutture private, pagando interamente di tasca propria. Lo fa il 52,8% dei pazienti, con percentuali piu’ elevate in Liguria (61%) e Campania (59%) e piu’ basse nelle province autonome di Bolzano (28,4%) e Trento (45%) e in Veneto (45,3%). Lo rivela una ricerca condotta da Farmafactoring e Cergas Bocconi che, sulla base dei dati dell’Istat, dell’Agenzia dei servizi sanitari regionali e del Censis, ha fotografato la sanita’ italiana dopo l’accordo fra Stato e Regioni dell’8 agosto 2001, analizzando le diverse strategie messe in atto dalle amministrazioni locali. L’indagine, presentata in un convegno oggi a Roma, evidenzia forti differenze fra le Regioni, conseguenza del fatto che queste si sono mosse in ‘ordine sparso’.

I piu’ contenti del Ssn si confermano gli italiani del Nord che ‘promuovono’ servizi medici, infermieristici e igienici negli ospedali. In cima alla classifica del gradimento si trovano Trento e Bolzano, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, in coda Puglia, Sicilia e Calabria. Nel 2003 la spesa sanitaria pubblica e’ stata di circa 1.400 euro procapite, con un tasso di crescita che si e’ progressivamente ridotto: dal +11,1% del 2000 al +2,5% dello scorso anno. Dal 2001 al 2003, la spesa sanitaria privata e’ aumentata del 2,3%. Il disavanzo del Ssn dal 2001 al 2003 ammonta, secondo il ministero della Salute, a 8 miliardi di euro, con ‘buchi’ maggiori lo scorso anno in Lazio e Campania.

Fonte: Salute e Benessere