Privacy Policy
Thursday, October 21, 2021

Progetto Diade contro la violenza a badanti e anziani. Promosso da provincia e Cooperativa Anziani e non solo.

Un progetto che indaghi sulla violenza nell’ambito delle relazioni di cura, sia su quella (fisica, psicologica o sessuale) verso le cosiddette badanti,
sia sulle varie forme di violenza o di maltrattamenti verso gli anziani assistiti. Si chiama ‘Diade – Rete territoriale per la prevenzione della violenza nell’ambito delle relazioni di cura’ e sarà  realizzato a partire da luglio dalla provincia di Reggio Emilia, insieme all’Ausl, alla Cooperativa Anziani e non solo e all’Associazione Non da sola, grazie anche a un finanziamento di 141.500 euro ottenuto dal ministero per le Pari opportunità  (35.300 euro il costo rimanente di cui si fara’ carico la stessa provincia).

Per la presidente della provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini, “si tratta di un riconoscimento importante all’impegno che da tempo stiamo promuovendo nell’ambito della lotta a qualsiasi forma di violenza nei confronti delle donne e che personalmente mi vede impegnata anche in ambito europeo”. Il progetto ‘Diade’ è rivolto a tutelare principalmente le donne: quasi tutte donne sono le badanti che operano sul territorio, cosàì come donne sono in maggioranza (oltre il 70%) gli over 85 reggiani. L’originalità  del progetto – che durerà  18 mesi e sarà  coordinato da Maria Lodovica Fratti (dirigente
del Servizio Programmazione sociale, sanitaria e abitativa della provincia) e da Loredana Ligabue (amministratrice del Consorzio ‘Anziani e non solo’), sta nell’indagare le condizioni e le criticità  di una categoria sviluppatasi enormemente negli ultimi anni, quella della badanti, che di volta in volta può assumere il ruolo tanto di vittima quanto di agente delle azioni violente.

Oltre alle forma di violenza connesse alle condizioni di vita e di lavoro delle badanti (donne migranti, talvolta clandestine, spesso prive di formazione al ruolo, con difficoltà  nell’accesso ai servizi, che operano in condizione di isolamento, a volte di costrizione/segregazione a favore di anziani spesso affetti da patologie della sfera cognitiva), si indagherà 
infatti anche sugli eventuali maltrattamenti di cui possono essere vittime le anziane assistite.

L’attenzione sarà  dunque rivolta all’incontro di due fragilità  – l’immigrazione e l’anzianità  – coniugate nel lavoro di cura come contesto a rischio di espressione di fenomeni violenti. Obiettivo del progetto, che si realizzerà  nei comuni del Distretto sanitario di Reggio Emilia, è principalmente quello di ascoltare e confrontarsi con badanti e anziani al fine di definire il fenomeno, sviluppare competenze per contrastare eventuali violenze, individuare linee guida e percorsi operativi. Saranno altresàì coinvolti, con l’obiettivo di creare una rete territoriale, gli enti e i servizi (pubblici e privati, formali e informali) che, a vario titolo, si occupano di questo settore: servizi sociali territoriali, mediatori linguistici e culturali, associazioni di genere, servizi a favore degli immigrati, sindacati anziani.

Fonte: ADN KRONOS