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Monday, September 20, 2021

Si è ridotto il rischio per gli italiani di ammalarsi e di morire per le malattie del cuore. Infatti, nel periodo 1980-2007, la quota di nuovi casi è passata, ogni 100 mila abitanti, per gli uomini da 293 a 146, e per le donne da 94 a 49,6.

La ricerca realizzata dal Censis-Forum Ricerca Biomedica su un campione nazionale di 1.000 italiani indica che le malattie del cuore (il 24,4% dichiara di temere di esserne colpito) fanno meno paura dei tumori (78,9%) o delle patologie cerebrovascolari (28,4%). Sono gli uomini (il 30% ha paura delle malattie del cuore, rispetto al 19,2% delle donne), gli anziani (il 26,5% ne ha paura, rispetto al 22,1% dei più giovani), e i residenti al Nord (il 29,2% ne ha paura nel Nord-Ovest ed il 30,8% al Nord-Est contro il 13% al Centro e il 23% al Sud-Isole) ad avere maggiori timori di esserne colpiti. La ricerca ha inoltre sottolineato il persistere dell’idea che le patologie di cuore siano una cosa da uomini, visione che contrasta con l’evoluzione epidemiologica che al contrario mostra una crescente vulnerabilità  delle donne, in particolare delle più anziane alle forme più letali di queste malattie.

La spesa per ricoveri per insufficienza cardiaca è la prima spesa medica di consumo di risorse degli ospedali, oltre il 60% dei ricoverati è anziano (il tasso di ospedalizzazione dei ultra 65enni è pari a 1.469,89 per 100 mila abitanti). I ricoveri sono per l’88% di lieve e moderata entità  (in sostanza, sono applicate terapie farmacologiche) e, superata la fase acuta, l’85% dei ricoverati rientra al proprio domicilio, in buona condizione di autosufficienza.

Articolo tratto da Censis.it