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	<title>Informanziani &#187; Assistenza e solidarietà</title>
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		<title>Borgomanero: il progetto Insieme per l’Alzheimer avvicina i giovani agli anziani</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 11:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenza e solidarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ operativo il progetto “Insieme per l’Alzheimer”. Dopo l’attivazione della linea telefonica, che risponde ogni giovedì dalle 17 alle 19 allo 0322 82910, ha preso il via la sesta edizione del progetto borsa di studio che porterà degli studenti ad operare come volontari presso il nucleo “Alzheimer” all’interno della residenza per anziani al “Castello di<a href="http://www.informanziani.it/?p=2645">&#160;&#160;[ + ]</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ operativo il progetto “Insieme per l’Alzheimer”. Dopo l’attivazione della linea telefonica, che risponde ogni giovedì dalle 17 alle 19 allo 0322 82910, ha preso il via la sesta edizione del progetto borsa di studio che porterà degli studenti ad operare come volontari presso il nucleo “Alzheimer” all’interno della residenza per anziani al “Castello di Suno”. Inoltre, all’Ospedale di Borgomanero, è a disposizione il lunedì pomeriggio e il martedì mattina un medico Neurologo per le visite.</p>
<p>Per raccogliere fondi a favore dell’Associazione sono in programma due eventi: sabato 2 marzo al Teatro Rosmini di Borgomanero e sabato 16 marzo al tendone delle feste del Rione San Bernardo di Borgomanero.</p>
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		<title>Iniziative</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 12:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenza e solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti e iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[ A S’Apposentu cena di beneficenza a sostegno dei nonni terremotati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Siddi, 28 luglio 2012 &#8211; Un lungo ponte di solidarietà, che attraverso l’alta cucina vuole unire Sardegna ed Emilia, per dare un sostegno concreto a millecinquecento anziani che nel sisma del maggio scorso hanno perduto l’alloggio senza rinunciare alla speranza. La Fondazione Accademia Casa Puddu, il ristorante S’Apposentu, a Siddi e il Banco di Sardegna, del gruppo Bpe,r che ha aperto gratuitamente un conto corrente dedicato nella filiale di Lunamatrona, hanno accolto la richiesta della “<a href="http://www.anzianienonsolo.it" target="_blank"><b>Cooperativa Anziani e Non Solo</b></A>” di Carpi, di dar vita al progetto: “Adotta un Nonno Terremotato”, per raccogliere fondi per gli anziani non autosufficienti che a causa del terremoto sono stati costretti ad abbandonare le strutture residenziali nelle quali venivano assistiti. Invito subito accolto dallo chef stellato Roberto Petza, che per il prossimo giovedì, 2 agosto, organizzerà nel suo ristorante, S’Apposentu, a Siddi, una cena di beneficenza (informazioni allo 070.9341045) le cui offerte minime (oltre ad eventuali offerte libere) saranno devolute a sostegno dell’iniziativa “Adotta un Nonno Terremotato”. </p>
<p>Alla raccolta fondi stanno già aderendo anche alcune aziende enogastronomiche locali.<br />
“Il progetto &#8211; spiega Loredana Ligabue, della società cooperativa Anziani e Non Solo &#8211; si impegna a sostenere , economicamente, una parte dei costi assistenziali necessari a supportare i soggetti più fragili fra i circa millecinquecento anziani che per il terremoto hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni ormai inagibili, le strutture residenziali nelle quali erano assistiti o coloro che si trovano soli senza più l’assistenza delle assistenti familiari, in tanti casi straniere, rientrate nei propri paesi di origine. Dai primi giorni di agosto la Protezione civile non sosterrà più i costi del dislocamento e la situazione è ulteriormente complicata dall’aggravarsi delle condizioni di salute di tanti di loro”. </p>
<p>“Questa cena vuole essere il gesto di una comunità intera che intende condividere le grandi difficoltà di un territorio ferito &#8211; sottolinea il sindaco di Siddi, Stefano Puddu &#8211; ma deciso a rimettersi in piedi in fretta per ricominciare”.</p>
<p>“Abbiamo risposto positivamente alla richiesta di sostegno degli amici emiliani senza pensarci un secondo – afferma Marco Pisanu, presidente della Fondazione Accademia Casa Puddu – perché siamo sempre sensibili a queste iniziative di solidarietà che rientrano tra i valori portanti della Fondazione”.<br />
“L’associazione Anziani e Non Solo si sta dedicando con passione ad aiutare la gente dell’Emilia in difficoltà – sottolinea Gianfranco Massa, direttore della Fondazione Accademia Casa Puddu – e una raccolta di fondi attraverso l’organizzazione di un’iniziativa che coniuga alta cucina e vicinanza alle persone meno fortunate non può che trovare il nostro pieno supporto”.</p>
<p>Testimonial d’eccezione dell’iniziativa lo chef stellato Roberto Petza, reduce dal successo ottenuto nella cena preparata durante la visita in Sardegna dell’ambasciatore del Giappone: “La filosofia che guida la mia cucina è quella di far vivere il territorio, le sue materie prime, i suoi profumi, i suoi sapori – sostiene – mettere a disposizione quest’arte per dare un piccolo contributo ad un territorio martoriato dal terremoto che sta cercando di riprendersi, anche grazie all’aiuto di tanti colleghi, non può che trovarmi disponibile”.    </p>
<p>Soddisfatto il sindaco di Carpi, Enrico Campedelli: “L&#8217; iniziativa Adotta un Nonno Terremotato non solo ci aiuterà a far fronte alle necessità dei soggetti più fragili coinvolti dagli eventi sismici – asserisce &#8211; ma soprattutto ci conforta nella consapevolezza che un ampio tessuto sociale, anche di altre zone del Paese, presta attenzione ai bisogni dei nostri concittadini più deboli”.</p>
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		<title>Sicilia</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2012 14:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenza e solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti e iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[A Caltagirone decoder gratis per anziani e disabili.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Decoder gratuiti ad anziani e diversamente abili con redditi bassi, installati a domicilio da studenti dai 16 ai 18 anni adeguatamente preparati. E&#8217; il progetto “Switch-Off Sicilia 2012” che, promosso nel Calatino dall&#8217;Ipsia “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Caltagirone grazie a un cofinanziamento dell&#8217;Amministrazione provinciale e alla collaborazione dei Comuni della zona, intende favorire il passaggio dall&#8217;analogico al digitale terrestre. Un progetto che coniuga nuove competenze e solidarietà. Protagonisti dell&#8217;iniziativa, i cui responsabili sono i docenti Massimiliano Blandini e Antonio Morselli e che a Caltagirone ha trovato subito piena rispondenza nell&#8217;assessore alle Politiche sociali Cristina Navarra prima e nell&#8217;assessore ai Servizi sociali e vicesindaco Bruno Rampulla adesso, sono 25 studenti dell&#8217;istituto, che sono stati formati e si sono trasformati in “angeli” tecnologici, pronti a portare le innovazioni della tecnologia digitale anche nelle case di quanti potrebbero essere più distanti per ragioni anagrafiche e di “approccio culturale”. </p>
<p>“E&#8217; un&#8217;iniziativa di grande pregnanza educativa – commenta la preside Antonina Satariano -, che mette insieme giovani e anziani, con i primi che si pongono al servizio di quanti hanno davvero bisogno e, nel contempo, sviluppano significative competenze”. Per beneficiarne, bisogna avere i seguenti requisti: residenza a Caltagirone; per gli anziani avere almeno 65 anni; per i disabili essere riconosciuti tali secondo la legge 104/92, articolo 3; indicatore Isee del nucleo familiare non superiore a settemila euro. L&#8217;istanza, con alcuni documenti indicati nell&#8217;avviso pubblico, deve essere presentata al protocollo dell&#8217;assessorato alle Politiche sociali, in via Santa Maria di Gesù 90, o all&#8217;Ufficio di Cittadinanza, in piazza Municipio 5, entro sabato 30 giugno. </p>
<p><b>Articolo tratto da <a href="http://www.agenparl.it" target="_blank">http://www.agenparl.it</b></a></p>
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		<title>Terremoto</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 22:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenza e solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono 99.935 i pensionati residenti nei 25 Comuni più colpiti dal sisma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 99.935 i pensionati e le pensionate residenti nei 25 Comuni più colpiti dal terremoto che dal 20 maggio infierisce sull’Emilia-Romagna: 12.000 in provincia di Reggio Emilia, 47.110 a Modena, 23.700 a Ferrara, 17.125 a Bologna.</p>
<p>“Si tratta per lo più di persone anziane che si trovano ad affrontare una prova difficile, fatta di sradicamento dalle proprie case e dalle proprie abitudini, di solitudine, di sofferenza per il destino di figli, nipoti, parenti” dice Bruno Pizzica a nome della segreteria regionale dello Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil.</p>
<p>“È un dramma che si aggiunge a tanti altri drammi – continua Pizzica –, ma che rischia di restare sotto traccia e che richiede viceversa grande attenzione e sensibilità perché coinvolge persone che a fatica potranno pensare di poter ricominciare e che vivranno l’ultimo scorcio di vita in condizioni di grande precarietà abitativa, di relazioni, di affetti”.</p>
<p>Lo Spi dell’Emilia-Romagna si è già attivato per la raccolta di fondi destinati alla ricostruzione con un progetto specifico che prevede, tra l’altro, un contributo mirato al ripristino della agibilità delle tante sedi sindacali oggi inagibili, che “costituiscono per tantissime persone anziane un punto di riferimento importante che non può essere smantellato”.</p>
<p>Oggi, una parte consistente di quei 99.395 pensionati colpiti, sta vivendo nei campi di accoglienza o in contesti di fortuna. “Proprio lì, nei campi o comunque nei luoghi in cui sono ospitati &#8211; aggiunge Pizzica – andremo a cercarli con i nostri attivisti, per parlare, per ascoltare, per coglierne i bisogni, per individuarne le fragilità e per poter sollecitare gli interventi necessari ad alleviare il disagio di oggi e, soprattutto, a restituire speranza di futuro con il conforto di non essere soli”.</p>
<p>Venerdì 8 giugno, inoltre, una delegazione dello Spi nazionale, guidata dalla segretaria generale Carla Cantone, visiterà le zone più colpite dal sisma e definirà, con le Camere del Lavoro coinvolte, le modalità di sostegno alle popolazioni.</p>
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		<title>Regione Piemonte</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 10:39:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Assistenza e solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[SLA: contributi a sostegno delle cure domiciliari o di ricovero di sollievo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi assiste un ammalato di SLA, la Giunta regionale ha approvato la modulistica specifica per l’assegnazione dei contributi, la richiesta di contributo economico a sostegno della domiciliarità e/o di ricovero di sollievo, la certificazione e l’attribuzione della fascia di intensità con l’importo relativo assegnato. </p>
<p>I contributi vengono erogati in base a una tabella di valutazione clinica dello stadio della malattia, che prende in considerazione le funzioni compromesse (respirazione, nutrizione, comunicazione e motricità). </p>
<p>Quattro sono i livelli di compromissione e per ciascuno di questi sono poi individuate delle fasce di intensità assistenziale, in funzione delle quali viene erogato il contributo secondo i seguenti importi:</p>
<p>440 euro mensili per bassa intensità;<br />
1100 mensili per media intensità;<br />
1350 euro per medio-alta intensità;<br />
2000 euro mensili per alta intensità.</p>
<p>La richiesta del contributo economico a sostegno della domiciliarità deve essere presentata direttamente al Distretto sanitario di residenza, nelle strutture organizzative di riferimento che ciascuna Asl individuerà</p>
<p>L’attività a sostegno dell’assistenza domiciliare prevede il potenziamento delle azioni di supporto, tramite l’assunzione di un assistente familiare, il riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver e il rafforzamento dei ricoveri temporanei di sollievo.</p>
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